Come si forma la grandine e perché alcuni chicchi diventano molto grandi?
Può durare pochi minuti e lasciare dietro di sé campi imbiancati, foglie spezzate, vetri danneggiati e automobili segnate dai colpi. In altri casi, invece, dal temporale cadono soltanto piccoli chicchi che si sciolgono rapidamente senza provocare conseguenze particolari.
La grandine è una precipitazione formata da particelle di ghiaccio che crescono all’interno delle nubi temporalesche. La sua formazione richiede intense correnti ascensionali, acqua liquida sopraffusa e temperature inferiori allo zero presenti nelle parti più alte del cumulonembo.
Le dimensioni finali dei chicchi dipendono dal percorso seguito dentro la nube, dalla quantità di acqua disponibile, dalla forza e dalla durata delle correnti verticali e dal tempo trascorso nelle regioni favorevoli alla crescita.
Un chicco di grandine cresce quando un piccolo nucleo di ghiaccio incontra goccioline d’acqua sopraffusa che congelano sulla sua superficie. Più a lungo rimane nella zona di crescita, maggiori possono diventare le sue dimensioni.
Che cos’è la grandine?
La grandine è una precipitazione costituita da chicchi di ghiaccio, generalmente di forma sferica, conica oppure irregolare. Secondo la terminologia meteorologica internazionale, i chicchi hanno normalmente dimensioni comprese tra pochi millimetri e diversi centimetri e possono essere trasparenti, opachi oppure formati da strati differenti.[1]
A differenza della neve, la grandine non nasce principalmente dalla deposizione diretta del vapore acqueo in cristalli. Cresce soprattutto attraverso la raccolta di goccioline d’acqua liquida sopraffusa, cioè rimaste liquide nonostante una temperatura inferiore a 0 °C.[2]
Quando queste goccioline urtano un piccolo nucleo ghiacciato, congelano sulla sua superficie e ne aumentano progressivamente massa e dimensioni.
La grandine si forma nelle nubi convettive a forte sviluppo verticale, in particolare nei cumulonembi. Non può quindi svilupparsi in una normale nube bassa e uniforme priva di intense correnti verticali.[3]
Il cumulonembo: la fabbrica della grandine
Il cumulonembo è la nube tipica dei temporali. Nasce quando aria relativamente calda e umida viene sollevata e continua a salire perché rimane più leggera rispetto all’ambiente circostante.
Durante la salita, la pressione atmosferica diminuisce. L’aria si espande, si raffredda e il vapore acqueo condensa formando goccioline. Il calore liberato dalla condensazione contribuisce ad alimentare ulteriormente la corrente ascensionale.
Un temporale maturo può raggiungere quote elevate, attraversando strati dell’atmosfera nei quali la temperatura è ampiamente inferiore allo zero.
All’interno della stessa nube possono quindi convivere:
- goccioline d’acqua liquida;
- goccioline sopraffuse;
- cristalli di ghiaccio;
- fiocchi di neve;
- graupel;
- piccoli embrioni di grandine;
- chicchi già in fase di crescita.
La zona più importante per la formazione della grandine non è necessariamente la parte più fredda della nube. A temperature estremamente basse quasi tutta l’acqua disponibile tende infatti a essere congelata, mentre i chicchi hanno bisogno di incontrare abbondante acqua liquida sopraffusa per crescere rapidamente.[2]
Che cosa sono le correnti ascensionali?
Le correnti ascensionali, o updraft, sono colonne d’aria che si muovono verso l’alto all’interno del temporale.
Si sviluppano quando una massa d’aria calda e umida viene sollevata e rimane più leggera dell’aria circostante. La spinta verso l’alto può diventare molto intensa nei temporali più organizzati.
Queste correnti svolgono due funzioni fondamentali:
- trasportano acqua liquida e particelle di ghiaccio verso le zone fredde della nube;
- rallentano o contrastano la caduta dei chicchi, aumentando il tempo durante il quale possono continuare a crescere.
La corrente non deve necessariamente mantenere il chicco immobile. Il movimento reale deriva dall’equilibrio tra la sua velocità di caduta, il flusso ascendente dell’aria e gli spostamenti orizzontali presenti nella nube.
Quando il chicco diventa troppo pesante per essere sostenuto oppure viene trasportato fuori dalla zona ascensionale, comincia a precipitare verso il terreno.[2]
Come comincia a formarsi un chicco?
La crescita ha bisogno di un piccolo oggetto iniziale chiamato embrione della grandine.
L’embrione può essere costituito da:
- un cristallo di ghiaccio;
- un piccolo aggregato di neve;
- un granulo di graupel;
- una goccia congelata;
- un piccolo chicco già formato.
Quando questo nucleo entra in una regione ricca di acqua sopraffusa, le goccioline urtano la sua superficie e congelano.
All’inizio il chicco può misurare soltanto pochi millimetri. Per raggiungere dimensioni importanti deve attraversare per un tempo sufficiente zone della nube nelle quali coesistano:
- temperature inferiori allo zero;
- abbondante acqua liquida sopraffusa;
- correnti verticali capaci di rallentarne la caduta;
- una struttura temporalesca abbastanza duratura.
La semplice presenza di aria molto fredda non basta. Senza acqua liquida da raccogliere, la crescita può essere lenta o interrompersi.
Che cos’è l’acqua sopraffusa?
L’acqua normalmente congela intorno a 0 °C, ma le piccole goccioline presenti nelle nubi possono rimanere liquide anche a temperature inferiori.
Questa condizione prende il nome di sopraffusione.
Le goccioline sono liquide, ma si trovano in uno stato instabile. Quando urtano una particella ghiacciata, possono congelare rapidamente sulla sua superficie.
L’acqua sopraffusa è quindi uno degli ingredienti essenziali per la crescita della grandine, del graupel e di altre particelle ghiacciate presenti nei temporali.[4]
Un temporale capace di produrre chicchi grandi deve contenere una quantità significativa di acqua sopraffusa nella zona attraversata dagli embrioni.
La crescita secca
Quando una gocciolina sopraffusa congela quasi immediatamente dopo aver colpito il chicco, si parla di crescita secca.
Il congelamento rapido intrappola piccole bolle d’aria all’interno del ghiaccio. Il nuovo strato assume così un aspetto biancastro oppure opaco.
Durante la crescita secca la superficie del chicco rimane prevalentemente congelata e la temperatura del ghiaccio resta inferiore a 0 °C.[5]
Questo processo è favorito quando:
- la temperatura è molto bassa;
- la quantità di acqua raccolta non è eccessiva;
- il calore liberato dal congelamento riesce a essere disperso nell’aria circostante.
La crescita umida
Quando il chicco raccoglie acqua molto rapidamente, il calore liberato dal congelamento può impedire che tutto il liquido solidifichi immediatamente.
Una sottile pellicola d’acqua rimane temporaneamente sulla superficie. Si parla allora di crescita umida.
Il liquido può distribuirsi sulla superficie e congelare più lentamente. Una parte delle bolle d’aria riesce a uscire prima che lo strato diventi solido, producendo ghiaccio più trasparente.[6]
La superficie bagnata può inoltre facilitare l’unione con altre particelle ghiacciate, contribuendo alla formazione di chicchi irregolari oppure di aggregati.
Lo stesso chicco può attraversare fasi di crescita secca e umida durante il proprio percorso nella nube.
Perché i chicchi hanno strati simili a quelli di una cipolla?
Tagliando un chicco grande è spesso possibile osservare strati concentrici di ghiaccio bianco e trasparente.
Questi strati registrano le differenti condizioni attraversate dal chicco:
- gli strati più opachi sono generalmente associati a congelamento rapido e crescita secca;
- gli strati più trasparenti sono generalmente associati a congelamento più lento e crescita umida.
Il chicco può spostarsi attraverso regioni della nube con temperature e concentrazioni di acqua diverse. Anche una singola traiettoria complessa può quindi produrre numerose variazioni nella struttura interna.[2]
Gli anelli non dimostrano necessariamente che il chicco sia salito e sceso più volte come in un ascensore. Possono formarsi semplicemente attraversando zone diverse dello stesso temporale.
Il mito dell’ascensore dentro il temporale
Una spiegazione molto diffusa racconta che ogni strato del chicco corrisponda a un intero viaggio verso l’alto e verso il basso nella nube.
Questo modello può risultare intuitivo, ma è troppo semplice.
Un chicco non deve necessariamente cadere fino alla parte bassa del temporale ed essere poi risollevato più volte. Può muoversi lateralmente, attraversare il margine dell’updraft, rallentare, scendere rispetto all’aria circostante oppure entrare in zone con quantità differenti di acqua sopraffusa.
Le moderne ricostruzioni mostrano che la struttura a strati può essere spiegata dalle variazioni di temperatura, contenuto d’acqua e regime di congelamento incontrate lungo una traiettoria complessa.[2]
In temporali multicellulari può comunque accadere che una particella venga trasferita tra regioni ascendenti differenti, ma non è necessario immaginare un ciclo verticale completo per ogni anello visibile.
Perché alcuni chicchi diventano molto grandi?
La dimensione finale non dipende da un solo fattore.
I chicchi più grandi sono favoriti dalla combinazione di:
- correnti ascensionali intense;
- abbondante acqua liquida sopraffusa;
- una zona di crescita estesa;
- un temporale duraturo e ben organizzato;
- temperature favorevoli alla raccolta e al congelamento;
- una traiettoria che mantiene il chicco nella regione di crescita;
- un tragitto verso il suolo abbastanza breve o freddo da limitarne lo scioglimento.
Una corrente ascensionale più forte può contrastare la caduta di particelle più pesanti e mantenerle più a lungo all’interno della nube.
Tuttavia, la forza dell’updraft da sola non garantisce chicchi enormi. Se la zona attraversata contiene poca acqua sopraffusa, il chicco può rimanere sospeso senza crescere rapidamente.
Allo stesso modo, una nube ricca d’acqua ma con corrente debole può produrre molti chicchi piccoli, perché le particelle iniziano a cadere prima di raggiungere dimensioni elevate.[7]
Il ruolo delle supercelle
Le supercelle sono temporali caratterizzati da una corrente ascensionale profonda, persistente e rotante.
Questa organizzazione permette al temporale di durare molto più a lungo rispetto a una normale cella convettiva e può mantenere separate la corrente ascensionale e quella discendente.
La separazione è importante perché la pioggia e la grandine in caduta non soffocano immediatamente l’ingresso di aria calda e umida che alimenta la nube.
Le supercelle possono quindi sostenere:
- updraft intensi e duraturi;
- ampie regioni di acqua sopraffusa;
- lunghi percorsi di crescita;
- produzione di grandine di grandi dimensioni.
Non tutta la grandine proviene da una supercella. Anche temporali multicellulari o celle isolate possono produrla, ma le grandinate con chicchi eccezionalmente grandi sono frequentemente associate a temporali molto organizzati.[7]
Che ruolo ha il wind shear?
Il wind shear indica la variazione della velocità o della direzione del vento con la quota.
Quando è presente una struttura favorevole, il wind shear può inclinare la corrente ascensionale rispetto alla zona nella quale cadono pioggia e ghiaccio.
Questo impedisce alle precipitazioni di ricadere immediatamente dentro la parte principale dell’updraft, prolungando la vita del temporale.
Un forte shear può inoltre favorire l’organizzazione e la rotazione della corrente ascensionale, contribuendo alla formazione delle supercelle.
Non significa però che ogni giornata ventosa debba produrre grandine. Il vento verticale deve agire insieme a instabilità, umidità e meccanismi capaci di innescare la convezione.
Instabilità e aria fredda in quota
I temporali si sviluppano più facilmente quando l’aria vicina al suolo è relativamente calda e umida, mentre gli strati superiori risultano più freddi.
Questa configurazione aumenta l’instabilità atmosferica: una massa d’aria sollevata può continuare a salire e accelerare verso l’alto.
Una forte differenza termica tra i bassi strati e la quota può quindi favorire correnti ascensionali vigorose e nubi molto sviluppate.
La Protezione Civile segnala che, in particolari condizioni, i temporali possono produrre rovesci di grandine con chicchi capaci di danneggiare beni ed esporre le persone a rischi.[8]
Non è però corretto valutare il pericolo osservando soltanto la temperatura al suolo. La struttura dell’intera colonna atmosferica è molto più importante del semplice caldo percepito in superficie.
Perché può grandinare durante una giornata molto calda?
Il fatto che al suolo ci siano 25 o 30 °C non impedisce la formazione del ghiaccio.
La grandine nasce a diversi chilometri di quota, dove la temperatura può essere molto inferiore allo zero anche durante l’estate.
I chicchi cadono poi attraverso strati progressivamente più miti. Durante la discesa iniziano a sciogliersi, ma quelli abbastanza grandi possono raggiungere il terreno prima di fondere completamente.
Una giornata calda può inoltre fornire energia alla convezione, soprattutto quando l’aria contiene molta umidità e sopra di essa è presente aria più fredda.
Perché non tutta la grandine arriva al suolo?
All’interno di molti temporali si formano piccole particelle ghiacciate, ma non tutte sopravvivono fino alla superficie.
Durante la caduta attraversano aria con temperatura superiore a 0 °C e iniziano a sciogliersi.
La quantità di ghiaccio che rimane dipende da:
- dimensione iniziale del chicco;
- temperatura degli strati inferiori;
- umidità dell’aria;
- distanza tra il livello di congelamento e il terreno;
- velocità di caduta;
- presenza di pioggia e acqua sulla superficie.
Un piccolo chicco può trasformarsi completamente in una goccia di pioggia prima di raggiungere il suolo.
Un chicco più grande possiede invece una massa maggiore rispetto alla propria superficie e può conservare più facilmente una parte del ghiaccio durante la discesa.
Perché i chicchi grandi cadono più velocemente?
La gravità accelera il chicco verso il basso, mentre la resistenza dell’aria si oppone alla caduta.
Quando le due forze raggiungono un equilibrio, il chicco si muove a una velocità approssimativamente costante chiamata velocità terminale.
Le particelle grandi e compatte raggiungono generalmente velocità maggiori rispetto ai chicchi piccoli.
La forma, la densità, la presenza di protuberanze e il vento modificano comunque il valore reale.
Secondo NOAA, chicchi con diametro compreso indicativamente tra 5 e 10 centimetri possono raggiungere velocità di caduta dell’ordine di decine di metri al secondo, sufficienti a produrre danni importanti.[2]
L’energia dell’impatto cresce sia con la massa sia con la velocità. Per questo un modesto aumento del diametro può determinare conseguenze molto più gravi.
Perché la grandine ha forme irregolari?
I chicchi piccoli tendono spesso ad avere una forma approssimativamente sferica o conica.
Durante la crescita, però, la raccolta dell’acqua non avviene necessariamente in modo uniforme.
La rotazione del chicco, il flusso dell’aria, la presenza di acqua liquida sulla superficie e le collisioni con altre particelle possono produrre:
- protuberanze;
- spigoli;
- lobi;
- forme appiattite;
- aggregati di più chicchi uniti;
- superfici lisce oppure fortemente irregolari.
Durante la crescita umida, una parte della superficie può rimanere appiccicosa e favorire l’adesione di piccoli chicchi o frammenti.
Le forme complesse aumentano anche la resistenza aerodinamica e possono modificare la traiettoria durante la caduta.
Grandine, graupel e palline di ghiaccio
Non tutte le precipitazioni ghiacciate dalla forma tondeggiante sono grandine.
Graupel
Il graupel si forma quando goccioline sopraffuse congelano su un cristallo di neve. Produce granuli piccoli, bianchi, opachi e friabili, simili a minuscole palline di polistirolo.[9]
Grandine
È più compatta, dura e spesso stratificata. Cresce nei temporali attraverso la raccolta ripetuta di acqua sopraffusa.
Palline di ghiaccio
Possono formarsi quando neve o pioggia parzialmente fusa attraversano uno strato d’aria molto freddo e ricongelano prima di raggiungere il suolo. Sono più tipiche di situazioni invernali e non richiedono necessariamente un forte temporale.
Neve
È costituita da cristalli di ghiaccio sviluppati soprattutto attraverso la deposizione del vapore e l’aggregazione di cristalli, non mediante la crescita compatta tipica della grandine.
Può grandinare anche in inverno?
Sì. La grandine può verificarsi in qualunque stagione quando si sviluppa convezione abbastanza profonda.
È però più frequente nei periodi nei quali l’atmosfera offre contemporaneamente:
- energia nei bassi strati;
- umidità;
- aria più fredda in quota;
- meccanismi di sollevamento;
- temporali a forte sviluppo verticale.
In estate il forte riscaldamento del terreno può contribuire all’innesco dei temporali, ma anche primavera e autunno possono produrre grandinate intense quando le masse d’aria sono fortemente contrastanti.
Durante l’inverno, invece, sono spesso più comuni graupel e piccoli chicchi associati a rovesci convettivi freddi.
Perché una grandinata può essere molto localizzata?
Il nucleo nel quale si formano e cadono i chicchi può occupare soltanto una parte limitata del temporale.
La traiettoria della grandine dipende da:
- posizione dell’updraft;
- correnti discendenti;
- vento alle diverse quote;
- velocità di spostamento della cella;
- dimensione dei chicchi;
- fusione durante la caduta.
Una località può quindi ricevere una grandinata intensa mentre pochi chilometri più lontano cade soltanto pioggia o non arriva alcuna precipitazione.
All’interno dello stesso paese possono verificarsi differenze importanti, soprattutto quando il temporale è piccolo, rapido oppure attraversa soltanto una porzione del territorio.
Perché la grandine può cadere prima della pioggia?
I chicchi grandi possiedono velocità di caduta elevate e possono raggiungere il terreno prima delle gocce più piccole.
Inoltre, la grandine può essere espulsa dal bordo della corrente ascensionale, mentre la pioggia più intensa cade in una regione leggermente diversa del temporale.
Un osservatore può quindi vedere:
- pochi chicchi isolati prima del rovescio;
- grandine mescolata alla pioggia;
- una fase iniziale prevalentemente grandinigena;
- grandine sul margine della precipitazione principale.
La sequenza non è uguale per tutti i temporali e dipende dalla loro struttura interna.
Perché sembra che il cielo diventi bianco?
Durante una grandinata intensa, migliaia di chicchi riflettono e diffondono la luce.
La precipitazione può apparire come una cortina biancastra sotto la nube, mentre il terreno si ricopre rapidamente di ghiaccio.
Quando la visibilità diminuisce, può essere difficile distinguere la grandine dalla pioggia osservando il temporale da lontano.
Il rumore degli impatti su tetti, finestre, automobili e vegetazione rappresenta spesso il segnale più evidente dell’arrivo dei chicchi.
La grandine può accumularsi come la neve?
Sì. Una grandinata molto intensa può depositare al suolo uno strato compatto di ghiaccio.
L’accumulo può verificarsi anche con chicchi piccoli quando la quantità caduta in pochi minuti è molto elevata.
Il terreno può apparire completamente bianco, ma il fenomeno è diverso da una nevicata.
Lo strato di grandine può:
- rendere l’asfalto estremamente scivoloso;
- ostruire temporaneamente tombini e canalizzazioni;
- accumularsi nei punti più bassi;
- fondere e contribuire al deflusso dell’acqua;
- rimanere più a lungo nelle zone d’ombra.
La combinazione tra grandine, pioggia intensa e scarso drenaggio può creare problemi alla circolazione anche quando i chicchi non sono grandi.
Quali danni può provocare?
Gli effetti dipendono da dimensione, velocità, durata, densità della caduta e vulnerabilità degli oggetti colpiti.
La grandine può danneggiare:
- colture e vegetazione;
- frutti e ortaggi;
- tetti e coperture leggere;
- pannelli solari;
- finestre e lucernari;
- automobili;
- tende e strutture temporanee;
- animali e persone esposte all’aperto.
I chicchi piccoli possono provocare danni quando cadono in grande quantità o sono accompagnati da vento forte.
Le raffiche possono infatti aumentare la componente orizzontale dell’impatto, facendo colpire vetri, facciate e vegetazione lateralmente.
Come viene prevista la grandine?
La previsione parte dall’analisi dell’ambiente atmosferico prima della formazione dei temporali.
I meteorologi valutano:
- instabilità della colonna d’aria;
- quantità di umidità disponibile;
- temperatura alle diverse quote;
- altezza del livello di congelamento;
- wind shear;
- presenza di fronti o convergenze;
- possibilità di temporali organizzati;
- contenuto previsto di acqua sopraffusa.
Questi elementi permettono di stimare se l’atmosfera sia favorevole alla grandine, ma non indicano sempre con precisione il punto nel quale cadrà.
Una cella temporalesca può svilupparsi, intensificarsi o deviare su distanze molto brevi. Per questo la previsione locale della grandine rimane complessa.
Che cosa osservano radar e satelliti?
Il radar meteorologico invia impulsi elettromagnetici e analizza l’energia riflessa dalle particelle presenti nella nube.
Grandine e pioggia intensa possono produrre riflettività elevate, ma una forte eco radar non dimostra automaticamente la presenza di chicchi grandi al suolo.
I radar polarimetrici forniscono ulteriori informazioni sulla forma, sull’orientamento e sulla composizione delle particelle. Combinando diversi prodotti è possibile individuare strutture compatibili con grandine presente nella nube.
I satelliti osservano invece la sommità dei temporali, la temperatura delle nubi, la loro crescita e alcune caratteristiche associate alla convezione severa.
L’attività elettrica può offrire informazioni aggiuntive sulla rapidità con cui la cella si intensifica. EUMETSAT utilizza immagini satellitari e rilevazioni dei fulmini per seguire lo sviluppo dei temporali capaci di produrre grandine di grandi dimensioni.[10]
Nessun singolo segnale è sufficiente da solo: la valutazione nasce dall’insieme di radar, satellite, fulmini, modelli e osservazioni al suolo.
Perché è difficile prevedere la dimensione esatta?
La grandezza dei chicchi dipende da processi che avvengono all’interno della nube e cambiano rapidamente.
Due embrioni presenti nello stesso temporale possono seguire traiettorie differenti:
- uno può entrare nella parte più ricca di acqua e crescere rapidamente;
- uno può uscire presto dall’updraft e cadere ancora piccolo;
- uno può sciogliersi quasi completamente durante la discesa;
- uno può unirsi ad altre particelle e assumere una forma irregolare.
I modelli atmosferici non possono rappresentare perfettamente ogni singolo chicco. Possono però stimare la probabilità che l’ambiente produca grandine e indicare la dimensione potenzialmente compatibile con il temporale.
La verifica definitiva richiede osservazioni al suolo affidabili.
Grandine e territorio di Gesualdo
Anche il territorio di Gesualdo può essere interessato da grandinate quando temporali sufficientemente sviluppati attraversano l’Irpinia.
La conformazione collinare può influenzare localmente:
- innesco delle correnti convettive;
- direzione e spostamento delle celle;
- distribuzione delle precipitazioni;
- intensità delle raffiche;
- visibilità del temporale in avvicinamento.
Non è però possibile attribuire automaticamente una grandinata alla presenza delle colline. La formazione dei chicchi avviene dentro il cumulonembo e dipende soprattutto dalla struttura termodinamica e dinamica dell’atmosfera.
La grandine osservata in una zona del territorio non dimostra inoltre che tutto il comune sia stato interessato nello stesso modo.
Per ricostruire un episodio locale servono dati reali, segnalazioni geolocalizzate, immagini radar e osservazioni riferite al momento esatto dell’evento.
Che cosa fare quando arriva una grandinata?
La grandine è generalmente associata a un temporale, quindi il pericolo non deriva soltanto dai chicchi.
Possono essere presenti contemporaneamente:
- fulmini;
- raffiche improvvise;
- pioggia intensa;
- riduzione della visibilità;
- allagamenti rapidi;
- caduta di rami o oggetti.
La Protezione Civile raccomanda di considerare i temporali fenomeni localizzati e rapidamente variabili e di raggiungere un luogo chiuso quando si è all’aperto.[11]
Durante una grandinata è opportuno:
- ripararsi all’interno di un edificio solido;
- allontanarsi da finestre, vetrate e lucernari esposti;
- non sostare sotto alberi o strutture leggere;
- proteggere la testa quando non è immediatamente disponibile un riparo;
- non uscire per mettere al sicuro oggetti durante la fase più intensa;
- tenere gli animali in una zona coperta, quando è possibile farlo senza esporsi al temporale;
- seguire gli avvisi e le indicazioni delle autorità competenti.
Che cosa fare se si è alla guida?
Grandine e pioggia possono ridurre rapidamente la visibilità e rendere l’asfalto scivoloso.
La Protezione Civile indica di limitare la velocità oppure effettuare una sosta sicura in attesa che la fase più intensa si attenui.[12]
Alla guida è importante:
- ridurre gradualmente la velocità;
- aumentare la distanza di sicurezza;
- evitare frenate e sterzate brusche;
- accendere i dispositivi di illuminazione previsti dalle condizioni;
- non fermarsi sotto alberi, cartelloni o strutture instabili;
- non sostare sulla carreggiata;
- cercare un’area sicura senza attraversare sottopassi allagati;
- rimanere all’interno del veicolo durante la fase più intensa, quando la posizione è sicura.
La priorità non deve essere evitare eventuali danni alla carrozzeria, ma fermarsi senza creare un pericolo maggiore per sé e per gli altri.
Non bisogna accelerare per “uscire dalla grandine”: la visibilità può diminuire improvvisamente e il fondo stradale può perdere aderenza.
Falsi miti sulla grandine
“Ogni strato indica un viaggio completo verso l’alto e verso il basso”
Non necessariamente. Gli strati possono formarsi attraversando regioni differenti della nube durante una singola traiettoria complessa.
“Se al suolo fa caldo non può grandinare”
Falso. La grandine si forma a diversi chilometri di quota, dove la temperatura è inferiore allo zero.
“Più è fredda la nube, più grandi saranno sempre i chicchi”
Falso. Servono anche acqua liquida sopraffusa, correnti intense e una traiettoria favorevole alla crescita.
“Una forte eco radar significa sicuramente grandine grande”
Falso. La riflettività elevata può dipendere anche da pioggia intensa o da una miscela di precipitazioni. Sono necessari più prodotti e osservazioni.
“La grandine cade uniformemente su tutto il temporale”
Falso. Il nucleo grandinigeno può essere stretto e interessare soltanto una parte del percorso della cella.
“I chicchi grandi sono formati soltanto da molti chicchi piccoli incollati”
Non sempre. Possono crescere principalmente raccogliendo goccioline sopraffuse, anche se durante la crescita umida possono aggregarsi ad altre particelle.
Riepilogo
- La grandine si forma nei cumulonembi e nelle nubi convettive profonde.
- La crescita inizia attorno a un piccolo embrione ghiacciato.
- Le goccioline sopraffuse congelano sulla superficie del chicco.
- Le correnti ascensionali rallentano la caduta e prolungano la crescita.
- La crescita secca produce generalmente ghiaccio più opaco.
- La crescita umida produce generalmente ghiaccio più trasparente.
- Gli strati non corrispondono necessariamente a ripetuti cicli completi di salita e discesa.
- I chicchi grandi richiedono una combinazione di updraft, acqua sopraffusa e temporale organizzato.
- Le supercelle sono particolarmente favorevoli alla grandine di grandi dimensioni.
- Molte particelle si sciolgono prima di raggiungere il terreno.
- La grandinata può essere estremamente localizzata.
- Radar e satelliti aiutano a individuare le celle pericolose, ma non eliminano l’incertezza.
- Durante il fenomeno bisogna proteggersi anche da fulmini, vento e pioggia intensa.
Un piccolo laboratorio di ghiaccio dentro il temporale
Ogni chicco conserva una traccia del proprio viaggio attraverso il cumulonembo.
Gli strati opachi e trasparenti raccontano variazioni di temperatura, quantità d’acqua e velocità di congelamento. La forma irregolare mostra l’effetto delle collisioni, del flusso dell’aria e della crescita non uniforme.
La differenza tra una breve caduta di piccoli granuli e una grandinata distruttiva può dipendere da processi che avvengono in pochi minuti all’interno della nube.
Per produrre chicchi molto grandi non basta un temporale alto o una corrente intensa: tutti gli ingredienti devono combinarsi nel momento e nel punto giusto.
È proprio questa complessità a rendere la grandine uno dei fenomeni convettivi più difficili da prevedere con precisione, soprattutto quando si cerca di stabilire la dimensione dei chicchi e il ristretto territorio sul quale cadranno.
Fonti e approfondimenti
-
UNDRR e World Meteorological Organization – Hail
Definizione internazionale della grandine, caratteristiche dei chicchi, forme e dimensioni generalmente osservate.
Consulta la definizione UNDRR/WMO -
NOAA National Severe Storms Laboratory – Hail Basics
Formazione dei chicchi, ruolo delle correnti ascensionali, acqua sopraffusa, struttura a strati, caduta e velocità della grandine.
Consulta la fonte NOAA/NSSL -
Met Office – Hail
Spiegazione della formazione della grandine nelle nubi convettive e differenze rispetto alle altre precipitazioni ghiacciate.
Consulta la fonte Met Office -
NOAA National Weather Service – Glossary: Supercooled Water
Definizione dell’acqua liquida presente a temperature inferiori al punto di congelamento e ruolo nella formazione di graupel e grandine.
Consulta il glossario NOAA -
American Meteorological Society – Dry Growth
Descrizione della crescita secca e della formazione di ghiaccio contenente bolle e cavità d’aria.
Consulta il Glossary of Meteorology -
NOAA JetStream – Thunderstorm Hazards: Hail
Approfondimento sui processi di crescita secca e umida e sulla formazione degli strati trasparenti e opachi.
Consulta la fonte NOAA JetStream -
NOAA National Severe Storms Laboratory – Hail Forecasting
Fattori necessari per la formazione della grandine grande: acqua sopraffusa, correnti ascensionali, embrioni e struttura delle supercelle.
Consulta la fonte NOAA/NSSL -
Dipartimento della Protezione Civile – Rischio meteo-idro: i fenomeni
Descrizione delle grandinate associate ai temporali e dei possibili danni provocati dai chicchi di dimensioni rilevanti.
Consulta la fonte della Protezione Civile -
NOAA National Severe Storms Laboratory – Hail Types
Differenze tra neve, graupel e grandine e descrizione del processo di riming.
Consulta la fonte NOAA/NSSL -
EUMETSAT – Using MTG Lightning Imager to track convective storms
Uso delle osservazioni satellitari e dell’attività elettrica per seguire temporali intensi e celle capaci di produrre grandine molto grande.
Consulta la fonte EUMETSAT -
Dipartimento della Protezione Civile – Temporali e fulmini
Caratteristiche dei temporali, pericoli associati e indicazioni generali per proteggersi durante i fenomeni convettivi.
Consulta le indicazioni della Protezione Civile -
Dipartimento della Protezione Civile – In caso di rovesci di pioggia e grandine
Indicazioni per la viabilità, la riduzione della velocità, la scarsa visibilità e la gestione della fase più intensa del temporale.
Consulta le norme di comportamento
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