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Pressione atmosferica: che cos’è, come si misura e perché cambia il tempo?

Pressione atmosferica: che cos’è, come si misura e perché cambia il tempo?

17/08/2026 0 commenti 55 visualizzazioni
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Alta pressione, bassa pressione, isobare e barometri: scopriamo che cos’è la pressione atmosferica, perché varia e come aiuta a comprendere l’evoluzione del tempo.

Quando guardiamo i dati di una stazione meteorologica troviamo quasi sempre, accanto a temperatura, umidità e vento, un valore espresso in hPa: è la pressione atmosferica.

È una delle grandezze fondamentali della meteorologia e aiuta a descrivere lo stato dell'atmosfera, a individuare aree di alta e bassa pressione e a comprendere come possono evolvere vento, nuvole e perturbazioni.

Ma che cosa rappresenta realmente quel numero? E perché una pressione in aumento o in diminuzione può essere interessante per capire il tempo che farà?

Che cos'è la pressione atmosferica?

L'atmosfera non è priva di massa. Sopra ogni punto della superficie terrestre esiste una colonna d'aria che si estende per molti chilometri verso l'alto.

Questa massa d'aria esercita una forza sulle superfici sottostanti. La pressione atmosferica rappresenta proprio l'effetto di questa forza distribuita su una determinata superficie.

Anche se normalmente non ce ne accorgiamo, siamo quindi continuamente immersi in un fluido, l'aria, che esercita pressione in tutte le direzioni.

In quale unità si misura?

In meteorologia la pressione viene normalmente espressa in ettopascal (hPa). È ancora molto comune incontrare anche il termine millibar (mbar): dal punto di vista numerico, un millibar corrisponde a un ettopascal.

Come valore di riferimento, la pressione atmosferica standard al livello medio del mare è pari a circa 1013,25 hPa.

Questo numero, però, non deve essere interpretato come una soglia rigida tra bel tempo e maltempo. La meteorologia è molto più complessa e conta soprattutto il modo in cui la pressione è distribuita nello spazio e cambia nel tempo.

Come si misura la pressione?

Lo strumento tradizionalmente utilizzato è il barometro.

Nel corso della storia sono stati sviluppati diversi tipi di barometro. Il celebre barometro a mercurio sfrutta l'equilibrio tra la pressione atmosferica e una colonna di mercurio, mentre il barometro aneroide utilizza una piccola capsula metallica deformabile al variare della pressione.

Nelle moderne stazioni meteorologiche vengono normalmente impiegati sensori elettronici, capaci di trasformare le variazioni di pressione in un segnale che può essere registrato e analizzato automaticamente.

Perché la pressione diminuisce salendo di quota?

La pressione atmosferica dipende anche dall'altitudine.

Salendo verso quote maggiori, la quantità di atmosfera presente sopra di noi diminuisce. Di conseguenza, anche la pressione tende a diminuire.

Per questo confrontare direttamente la pressione misurata da due stazioni poste ad altitudini molto diverse può essere fuorviante.

Nelle analisi meteorologiche viene spesso utilizzata una pressione ricondotta al livello del mare, in modo da rendere confrontabili le osservazioni provenienti da località situate a quote differenti.

Che cosa significa alta pressione?

Quando su una determinata area i valori di pressione risultano relativamente più elevati rispetto alle zone circostanti, si parla di alta pressione.

Una struttura organizzata di alta pressione viene comunemente chiamata anticiclone.

In molte situazioni anticicloniche l'aria tende a muoversi lentamente verso il basso. Questo movimento può ostacolare la formazione di nubi estese e favorire condizioni atmosferiche più stabili.

È per questo che l'alta pressione viene spesso associata al bel tempo.

Tuttavia, alta pressione non significa automaticamente cielo sereno: umidità nei bassi strati, nebbie, nubi basse, caratteristiche del territorio e altri fattori possono produrre condizioni molto diverse.

E la bassa pressione?

Una zona nella quale la pressione è relativamente inferiore rispetto alle aree circostanti viene definita bassa pressione.

Quando la struttura è ben organizzata si può parlare anche di depressione atmosferica.

Nelle aree depressionarie l'aria può essere favorita nel movimento verso l'alto. Raffreddandosi durante la salita, può raggiungere condizioni favorevoli alla condensazione del vapore acqueo e quindi alla formazione di nubi e precipitazioni.

Per questo le basse pressioni vengono frequentemente associate a tempo instabile o perturbato.

Anche in questo caso, però, non esiste un rapporto automatico: una pressione bassa non garantisce che stia piovendo in un determinato luogo.

Conta più il valore o la variazione?

Il valore assoluto della pressione è importante, ma in meteorologia è spesso molto interessante osservarne anche la tendenza.

Una pressione che cresce rapidamente può indicare l'avvicinamento o il rafforzamento di una struttura di alta pressione. Una diminuzione marcata può invece accompagnare l'avvicinamento di una depressione o di una perturbazione.

Non basta però guardare un singolo numero per formulare una previsione: bisogna considerare contemporaneamente distribuzione della pressione, vento, temperatura, umidità, masse d'aria, nuvolosità e dinamica atmosferica su un'area molto più ampia.

Che cosa sono le isobare?

Sulle carte meteorologiche la pressione viene spesso rappresentata attraverso le isobare.

Le isobare sono linee che collegano punti caratterizzati dallo stesso valore di pressione atmosferica, generalmente ricondotto al livello del mare.

Osservandone la disposizione è possibile riconoscere strutture di alta e bassa pressione e comprendere come varia la pressione da una zona all'altra.

Quando le isobare sono molto ravvicinate significa che la pressione cambia rapidamente nello spazio: si parla di forte gradiente di pressione.

Pressione e vento sono strettamente collegati

Le differenze di pressione sono uno dei motori fondamentali della circolazione atmosferica.

L'aria tende infatti a essere accelerata dalle zone con pressione maggiore verso quelle con pressione minore. Il movimento reale dell'atmosfera viene poi modificato dalla rotazione terrestre, dall'attrito con il suolo e dalla conformazione del territorio.

Per questo sulle carte meteorologiche la distanza tra le isobare fornisce informazioni importanti anche sull'intensità del vento: in generale, un gradiente maggiore può essere associato a una ventilazione più sostenuta.

Perché il vento non soffia semplicemente dall'alta alla bassa pressione?

Se la Terra fosse immobile e non esistessero altri effetti, il movimento sarebbe molto più diretto.

La rotazione terrestre introduce però l'effetto Coriolis, che devia il movimento delle masse d'aria su larga scala. Vicino alla superficie interviene inoltre l'attrito con il terreno.

La circolazione intorno ad anticicloni e depressioni nasce quindi dall'equilibrio tra più forze e non dal semplice spostamento rettilineo dell'aria da un valore di pressione maggiore a uno minore.

Perché le perturbazioni sono legate alla pressione?

Molte perturbazioni delle medie latitudini sono associate a sistemi depressionari e alle loro strutture frontali.

Quando masse d'aria con caratteristiche differenti interagiscono, possono svilupparsi fronti, nubi, precipitazioni e variazioni del vento. Le variazioni della pressione aiutano i meteorologi a seguire la posizione e l'evoluzione di questi sistemi.

Le moderne previsioni meteorologiche non vengono naturalmente realizzate osservando soltanto un barometro: utilizzano reti di osservazione, satelliti, radar, radiosondaggi e modelli numerici dell'atmosfera.

La pressione rimane comunque una delle variabili fondamentali su cui si basa la comprensione della circolazione atmosferica.

La pressione nella stazione meteorologica di Gesualdo

Anche la stazione di Meteo Gesualdo misura continuamente la pressione atmosferica insieme alle altre variabili meteorologiche.

Osservare questi dati nel tempo permette di riconoscere aumenti, diminuzioni e passaggi di strutture atmosferiche che interessano il territorio.

Il dato locale acquista però molto più significato quando viene confrontato con ciò che accade su un'area più vasta. Una stazione descrive infatti con precisione il proprio punto di misura, mentre per individuare anticicloni, depressioni e perturbazioni bisogna osservare la distribuzione della pressione su territori molto più estesi.

Il barometro può prevedere il tempo da solo?

No. L'idea che basti osservare la lancetta di un barometro per sapere con certezza che tempo farà è una semplificazione.

Una pressione in aumento o in diminuzione rappresenta un'informazione preziosa, soprattutto se osservata come tendenza, ma non consente da sola di conoscere l'evoluzione meteorologica.

Due situazioni con lo stesso valore di pressione possono infatti avere caratteristiche molto diverse a seconda della stagione, della massa d'aria presente, della posizione dei sistemi atmosferici e delle condizioni locali.

In sintesi

  • La pressione atmosferica è legata alla forza esercitata dall'aria.
  • In meteorologia viene normalmente espressa in hPa.
  • La pressione diminuisce con l'aumentare dell'altitudine.
  • Le aree di alta pressione sono spesso associate a maggiore stabilità atmosferica.
  • Le basse pressioni possono favorire nubi, precipitazioni e tempo perturbato.
  • Le isobare collegano punti con la stessa pressione e permettono di riconoscere la struttura dei sistemi atmosferici.
  • Le differenze di pressione contribuiscono a generare il vento.
  • La tendenza della pressione è spesso più informativa di un singolo valore isolato.

La pressione atmosferica è quindi molto più di un numero visualizzato da una stazione meteorologica: è una delle chiavi fondamentali per leggere il movimento dell'atmosfera e capire perché il tempo cambia.

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